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Collezione Marzio Govoni 1275-1978 44.783878, 10.879663 Collezione Marzio Govoni 1275-1978Riservato, Carpi, MO (Indicazioni stradali)

Riccardo Massucci, la storia della Radio in Italia

Indirizzo web

-

Definizione

fondo

Tipologia

collezionistico

Consistenza

≤ 500

Descrizione e composizione

Il fondo fotografico Massucci si compone di circa settanta immagini; son sette le fotografie della madre nei ruoli di altrettante operette, generalmente in formato cabinet e altri similari. Tra queste la più antica, databile a poco dopo il 1870, è dei fotografi Baroni e Gardelli di Parma. Splendida la foto nel costume della Dea Pomona, nell'operetta “Orfeo all'inferno”, scattata nello studio fiorentino di Leopoldo Petrignani e figlia. Le immagini familiari si concludono con un ritratto del padre, con il commento manoscritto “Papà quando lavorò nel cinema a Torino” ed una foto coi genitori ed il fratello, impresario delle luci nei teatri torinesi. Seguono un gruppo consistente di fotografie relative alle esperienze teatrali. Foto da “Dall'ago al milione” del 1908, dalla "Mazurca bleu" del 1920, dalla “Danza delle libellule” del 1923, con i pattini da ghiaccio ai piedi, da Fascino d'oro del 1926; foto degli attori della compagnia Angelini, impegnati nell'operetta “Paganini”. Diverse di queste sono in tiratura successiva, probabilmente degli anni '50. Ancora alcuni ritratti di Massucci e foto con dedica di personaggi dello spettacolo. Tra questi Lina Acconci Niccolini, che nel 1944 a Radio Palermo irrideva a Vittorio Emanuele, che interpretava. Quindi alcune belle foto degli anni dell'EIAR di Torino, in gran parte di Ottolenghi, durante le registrazioni di operette e di “Le avventure di Topolino”. In una di questa è strepitoso il set da rumorista di Massucci, con animali veri. In una foto due goliardi, che alzano un bambino che fa il saluto romano, potrebbero essere identificati con Nizza e Morbelli. La riproduzione successiva di una foto del 1937, un pallone gonfiato con la scritta Perugina ed una grande folla, porta la didascalia “I moschettieri alla Fiera di Milano”. Una decina le foto degli anni RAI, con immagini di registrazioni di spettacoli e in altre occasioni. In una foto Massucci premia David Niven.

Ordinamento

cronologico

Collegamento alla scheda descrittiva del sistema di provenienza

-

Condizione giuridica

proprietà ente privato

Cronologia produzione

1900 / 1965

Cronologia formazione

- / -

Produttori

-

Soggetti

Spettacolo (Operetta; Teatro)
Costume (Radio italiana)

Autori

Baroni e Gardelli - Parma; Leopoldo Petrignani e figlia - Firenze; Ottolenghi, Silvio - Torino

Data redazione

2026

Note

Riccardo Massucci nasce casualmente a Finale Emilia (Mo) il 15 aprile 1879, dove i genitori erano impegnati nel locale teatro. Il padre Filippo era un coreografo e ballerino romano, in tarda età attivo nel Cinema. La madre, Luigia Lelio, siciliana, era cantante di operetta e ballerina. Riccardo Masucci debutta sulla scena attorno ai cinque anni, negli spettacoli di varietà dei genitori, per poi specializzarsi nel tempo nell'operetta. Nel 1908 viene scritturato dalla Compagnia Maresca, che segue in Sud America, inizio per lui di un lungo peregrinare. Col tempo diventa direttore artistico, portando in scena l'operetta “La danza delle libellule” dell'ungherese Franz Lehar, che italianizza, essendo in corso la Prima guerra mondiale. In altri spettacoli porta in teatro una danza coi pattini, quindi rende disponibile agli spettatori le parole delle canzoni, facendo passare una striscia tra due rulli, consentendo al pubblico di cantare assieme agli attori. A 50 anni, nel 1929, cessa il nomadismo tipico degli attori e si stabilisce a Torino, assieme agli anziani genitori. Nello stesso anno inizia la collaborazione con l'EIAR di Torino, organizzando nel maggio 1929 la trasmissione della prima operetta completa trasmessa per radio: “Il paese dei campanelli”. Per dieci anni, ogni settimana, viene diffusa per radio un'operetta. Dai primi anni '30 Massucci è il regista degli spettacoli goliardici nei teatri torinesi, dove incrocia il giovane Norberto Bobbio; qui conosce anche gli studenti Nizza e Morbelli, che introduce in Eiar. Nel 1933 Massucci è regista di quello che è considerato il primo varietà radiofonico italiano, con testi di Nizza e Morbelli: “Un'ora per te”. Quindi producono per la radio “Le avventure di Topolino” (1933-34), del quale Massucci è regista e “rumorista”. Su questa passione di Massucci si legga Franco Ressa “I quattro moschettieri di Nizza e Morbelli”, largamente utilizzato per queste note, che si ringrazia: “Il mago dei rumori nella radio appena nata era Massucci: certe sue trovate erano semplicissime e veramente efficaci. I duelli di spade erano ottenuti picchiando tra loro dei coltellini da frutta, lo zoccolio dei cavalli battendo insieme la parte cava di mezzi gusci di noci di cocco, il galoppo tamburellando le dita su un compensato o una masonite. Se scoppiava un temporale, il diluvio era ottenuto agitando una catena dentro un cassetto. I tuoni con una lastra metallica sbattuta. La risacca del mare erano manate di ceci secchi fatte cadere su una grancassa, i rintocchi che suonavano la mezzanotte provenivano da una forchetta d’argento percossa mentre era legata al microfono con un filo da cucire, un reggimento di soldati in marcia erano due sacchetti di tela riempiti di piombini e alternativamente alzati e abbassati su un tavolo. Massucci, inoltre, sapeva imitare il nitrito del cavallo, il muggire della mucca, il chiocciare delle galline, il cantare del gallo la mattina, il grufolare del maiale, il ruggire del leone, lo strillare delle scimmie”
La collaborazione tra Nizza, Morbelli e Massucci proseguirà con l'adattamento del ciclo dei moschettieri di Dumas, in chiave goliardica. L'originale commistione tra antico e moderno de “I quattro moschettieri” (1934-38), con la continua irruzione del contemporaneo nelle trame di Dumas, portò la trasmissione ad un successo enorme; si tratta della trasmissione radiofonica leggera di maggior impatto nella società italiana. Celebre la raccolta di figurine, la presenza dello sponsor Perugina, le manifestazioni affollate nelle piazze italiane, fino a quando il fascismo non impose la chiusura della trasmissione. Larga importanza avevano i rumori, creati in studio dallo stesso Massucci, che nei Moschettieri interpretava anche il ruolo di Arlecchino. Il poliedrico Massucci continuerà ad essere la personalità più in vista di Radio Torino anche durante la guerra; quando un bombardamento distruggerà la sede della Radio, nel 1942, riuscirà a mettere in funzione un nuovo studio, continuando le trasmissioni. Quindi il rapporto con la Rai, con la regia e l'ideazione di decine di programmi e di operette, fino al 1955; ma continuerà fino al 1961, ad 82 anni, a dirigere il notiziario regionale Bondì-cerèa. Infine, morirà a Torino il 13 agosto 1968.

    • CC BY-SA
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