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Fototeca Associazione Archivio Storico Olivetti 45.460151, 7.868497 Fototeca Associazione Archivio Storico OlivettiVia Miniere 31, Ivrea, TO (Indicazioni stradali)

Ludovico Quaroni

Regione

Piemonte

Provincia

Torino

Comune

Ivrea

Indirizzo

Via Miniere 31

Definizione

fondo

Tipologia

personale

Consistenza

10.000-50.000

Descrizione e composizione

L’Archivio Ludovico Quaroni è costituito da una ricca raccolta di disegni e documenti relativi all’attività dell’architetto Ludovico Quaroni, e da una vasta biblioteca ed emeroteca. Il fondo è formato da una biblioteca di 6400 volumi (sec. XIX fine - sec. XX) sulla storia dell'architettura, dell'urbanistica e dell'arte; da una emeroteca di 320 pezzi, suddivisi per testate; da 560 opuscoli di vario argomento; da un archivio fotografico di circa 15000 scatti stimati e da una ricca raccolta di disegni (circa 8043 1928-1985) e progetti (340, 1928-1984). Comprende inoltre, oltre a numerosi libri antichi, pannelli, plastici e quadri, carte relative alla sua partecipazione a concorsi e convegni, a commissioni nazionali ed internazionali e corrispondenza diversa. La sezione Archivio Fotografico del fondo raccoglie il materiale fotografico prodotto e raccolto da Ludovico Quaroni nell’ambito dell’attività professionale, didattica e durante i suoi viaggi. Si compone di nuclei relativi a raccolte di album realizzati dallo stesso Quaroni con le immagini dei progetti realizzati fino agli anni '50, diapositive di immagini realizzate e raccolte come materiale di studio e didattico e lastre fotografiche di riproduzione di elaborati grafici di progetto.

Ordinamento

misto

Collegamento alla scheda descrittiva del sistema di provenienza

-

Condizione giuridica

detenzione ente privato

Cronologia produzione

1880 / 1987

Cronologia formazione

1880 / 1987

Produttori

Quaroni, Ludovico, Ludovico Quaroni, nato a Roma nel 1911, si laurea in Architettura nel 1934. Diventa assistente di Piacentini, Del Debbio e Plinio Marconi. Nel 1934, insieme a Fariello e Muratori, Quaroni partecipa a diversi concorsi nazionali e internazionali, come quello per l’auditorium di Roma (1935), per il piano di Aprilia e per le Preture romane unificate (1936), per il Palazzo dei Congressi e la piazza imperiale all’E42 a Roma (1938). Durante la guerra, trascorre cinque anni di prigionia in India, da cui tornerà solo nel 1946, profondamente segnato. Nell’immediato dopoguerra, sarà tra i soci dell’APAO, l’Associazione per l’Architettura Organica, fondata da Bruno Zevi nel 1945, e parteciperà, insieme con Fariello e Ridolfi, al concorso della stazione Termini a Roma (1947). L’attività progettuale è fortemente caratterizzata in quegli anni dalla partecipazione al dibattito civile, che avviene sia attraverso la realizzazione di progetti importanti come quello per il Quartiere Tiburtino a Roma (con Ridolfi e altri, nel 1947) primo quartiere dell’INA Casa, dal linguaggio neorealista, e manifesto della ricostruzione italiana; e quello per La Martella, borgo Unrra-Casas, nei dintorni di Matera (1951-54), che vede l’azione di Quaroni legata a quella del gruppo di studiosi guidati da Georges Friedmann; sia attraverso la partecipazione ad esperienze politiche partecipative, prima tra tutti quella comunitaria di Adriano Olivetti. Accanto alla progettazione architettonica, Quaroni si misura con il versante urbanistico della disciplina: dal 1947 al 1951 è vice- presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica ed è impegnato nella redazione di alcuni piani urbanistici, come quello di Ivrea (1952), di Roma (1954), di Ravenna (1956-57), di Cortona (1957), di Bari (1965). Tale interesse si allontana presto dal tradizionale approccio al territorio e si contamina con le sollecitazioni provenienti dalle coeve esperienze sulla percezione della forma, come ben esemplifica il concorso per il quartiere CEP alle Barene di San Giuliano a Mestre (1959). Nella scia della sperimentazione sulla forma e sulla grande dimensione, vanno ricordati il progetto per il quartiere Casilino a Roma (1964), l’ampliamento della Camera dei Deputati a Montecitorio (1967), il progetto per un edificio pluriuso a Grosseto (1970). La chiesa della Sacra Famiglia di Genova (1956) rappresenta il ritorno alla dimensione architettonica, come il progetto per il ponte sulla Dora a Ivrea (1957), “preciso oggetto architettonico” e vera appendice alle disillusioni disciplinari di Quaroni. Del 1970 è il progetto per la chiesa di Gibellina (1970, poi crollata nel 1994 prima che ne fosse finito il completamento) e gli uffici Fiat di Borgo San Paolo a Torino (1979), entrambi edifici che segnano uno scarto sorprendente con i progetti precedenti, così come sarà, a partire dal 1983, e in collaborazione con nuovi e giovani allievi, l’ampliamento dell’Opera di Roma (1983). Quaroni accompagna l’impegno nella progettazione architettonica e territoriale con quello nell’insegnamento, dapprima a Roma, poi a Napoli (1951-55), quindi a Firenze, dove insegna urbanistica dal 1957 al 1964. La sua carriera accademica si consolida infine a Roma, dove insegnerà dal 1965 al 1981. Tra gli allievi di Ludovico Quaroni, che hanno segnato il dibattito architettonico e urbanistico in Italia con le loro opere e scritti, si segnalano, tra gli altri, Manfredo Tafuri, Carlo e Aldo Aymonino, Carlo Melograni, Francesco Cellini e Franco Purini. Ludovico Quaroni muore a Roma nel 1989.

Soggetti

Architettura

Autori

Vari

Data redazione

2017

Note

Le carte dell'Archivio Ludovico Quaroni sono state versate in due fasi successive. La prima fase, tra il 1999 e il 2001, vide il versamento nei depositi dell’Associazione Archivio Storico Olivetti direttamente da parte dell’architetto Gabriella Esposito vedova Quaroni. Nella seconda fase fu effettuato il versamento del restante materiale presso i depositi della sede di Roma della Fondazione Adriano Olivetti, materiali che sono stati riuniti alla restante parte del fondo mediante versamento ai depositi dell’Associazione Archivio Storico Olivetti nel 2014.

    • Ludovico Quaroni, Disegno per il progetto Barene di San Giuliano, Mestre, CC BY-SA
    • Ritratto di Ludovico Quaroni, stampa fotografica, CC BY-SA