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Archivio Fotografico- Vita quotidiana 37.059110, 15.292871 Archivio Fotografico- Vita quotidianaPiazza Duomo 14 - telefono 0931 4508219, Siracusa, SR (Indicazioni stradali)

Archivio Fotografico- Vita quotidiana

E-mail

soprisr@regione.sicilia.it

Regione

Sicilia

Provincia

Siracusa

Comune

Siracusa

Indirizzo

Piazza Duomo, 14 - telefono 0931 4508219

Definizione

archivio

Tipologia

istituzionale

Consistenza

500.000-1.000.000

Descrizione e composizione

L’Archivio Fotografico della Soprintendenza di Siracusa nasce nel decennio che intercorre tra il 1890 e il 1903. L’attività fotografica istituzionale della Soprintendenza intesa come servizio pubblico e conoscenza tecnico-scientifica del patrimonio archeologico, paesaggistico, architettonico e storico-artistico, comprenderà l’intero ciclo produttivo ossia ripresa, sviluppo, stampa e archiviazione. Tale attività si è svolta ininterrottamente fino ai nostri giorni e costituisce l'ingente patrimonio di circa 1.000.000 di documenti. Di particolare pregio sono i cinque Fondi fotografici: Fondo Orsi, Fondo Carta, Fondo Orsi - Carta, Fondo Cultrera, Fondo Bernabò Brea.

Ordinamento

tematico

Collegamento alla scheda descrittiva del sistema di provenienza

-

Condizione giuridica

proprietà ente pubblico

Cronologia produzione

- / -

Cronologia formazione

1872 / -

Produttori

Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa

Soggetti

Vita quotidiana

Autori

Salvo, Michele (1876 - 1963)

Data redazione

2019

Note

L’Archivio Fotografico della Soprintendenza di Siracusa
La più antica fotografia conservata presso l’Archivio Fotografico della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa è una veduta della necropoli di Cava d’Ispica, datata 1872. La prima testimonianza di un patrimonio di centinaia di migliaia di documenti fotografici e filmici, prevalentemente di natura archeologica, raccolti nella sede della Soprintendenza ubicata in Piazza Duomo 14, nei locali dell’ex Museo Archeologico Nazionale.
La foto di Cava d'Ispica è una stampa su carta salata attribuita a Francesco Saverio Cavallari (1810-1896), il primo direttore del Museo Archeologico. Uomo dall’intelligenza estremamente versatile, Cavallari comprese subito l’importanza della tecnica fotografica quale supporto imprescindibile per lo studio e la tutela dei monumenti, tanto da chiedere ripetutamente, anche se purtroppo a lungo inascoltato, adeguate attrezzature fotografiche.
Il 26 luglio 1876, il nobile Arezzo della Targia, direttore del Museo Civico, che in seguito diverrà Museo Nazionale Archeologico (diretto da Francesco Saverio Cavallari), adottò il regolamento del Ministero della Istruzione Pubblica per la concessione di riproduzione di monumenti e oggetti(1). Tuttavia, dai documenti dell’Archivio Storico della Soprintendenza, si evince che il primo acquisto di fotografie e vetri fotografici da fotografi esterni non avvenne prima degli anni '90 dell’Ottocento(2).
In quegli anni la gran parte della documentazione è fornita da studi fotografici, laboratori e fotografi esterni. Tra i più importanti e noti studi dei quali rimane la documentazione vanno ricordati Edizione Alinari, Stabilimento Anderson, Edizioni Brogi, A. Villani e Figli, Brunner & C, Galifi Crupi, Fotocelere di Torino, Gargiotti e Moneta di Milano e i fotografi Giorgio Sommer, Angelo Maltese, Francesco Tinè.
Solo nel 1891, quando Paolo Orsi (1859-1935) subentra al Cavallari nella direzione del Museo, si organizza il primo vero e proprio Laboratorio e Archivio fotografico, grazie anche al notevole e lodevole contributo all'attività di ripresa e stampa di Rosario Carta (1863-1962) che pur essendo stato assegnato in servizio straordinario come disegnatore, nel 1899, così scrive nella sua autobiografia: «...espletai la mia attività a fini dell’Istituto con vero fervore giovanile. Trovai il Museo che faceva pietà giacché mancavano tutti i rami tecnici vitali ed io dovetti impiantare, oltre che il disegno, l’officina dei restauri e quella fotografica, con pochissimi mezzi, come allora si disponeva, ed in breve tempo, si arrivò in questi due rami alla quasi perfezione»(3).
La costituzione di una prima raccolta di positivi e negativi, rappresentativa di diverse tecniche fotografiche, nasce quindi approssimativamente nel decennio che intercorre tra il 1890 e 1903(4).
L’attività fotografica istituzionale della Soprintendenza della Sicilia Orientale e della Calabria, intesa come servizio pubblico e conoscenza tecnico-scientifica del patrimonio archeologico, paesaggistico, architettonico e storico-artistico, comprenderà, da quel momento, l’intero ciclo produttivo ossia ripresa, sviluppo, stampa e archiviazione. Tale attività si è svolta ininterrottamente fino ai nostri giorni e costituisce l'ingente patrimonio di più di 800.000 documenti oggi conservati in Soprintendenza.
Ciò è testimoniato non solo dalle monumentali apparecchiature fotografiche del XIX e del primo ventennio del XX secolo, “gelosamente” conservate e oggi patrimonio culturale della Soprintendenza, ma anche dall’imponente Archivio costituito da negativi su lastra di vetro, negativi con supporto in nitrato di cellulosa, acetato di cellulosa e poliestere. Sono attestate tecniche di stampa quali carta salata, cianotipia, platinotipia, albumina, carbone, woodburytipia, collodio, gelatina al bromuro d’argento; si segnala inoltre la presenza di una vasta raccolta di positivi in bianco nero su vetro, cibachrome e colore ed anche dei prodotti di procedimenti fotomeccanici come letterpress halftone, offset lithografy, rotogravure, collotype, photogravure e photochrom.
Di particolare pregio sono i cinque Fondi fotografici rinvenuti nel 2011 a seguito di una serie di ricognizioni all’interno dell’Istituto: Fondo Orsi, Fondo Carta, Fondo Orsi - Carta, Fondo Cultrera, Fondo Bernabò Brea. I fondi, articolati in serie che comprendono le fotografie relative all’attività istituzionale, costituiscono anche la viva testimonianza della passione, della dedizione, degli interessi dimostrati e coltivati dagli studiosi e dai professionisti di cui portano il nome, tutte figure di alto profilo culturale i cui nomi sono prevalentemente legati alla ricerca archeologica.

(1) Il regolamento prevedeva tra le altre cose “che i fotografi i quali fanno addomandare il permesso di simili riproduzioni non possono fruire dello stesso senza l’espressa condizione di rilasciare due esemplari positivi”. Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa in Archivio Storico. Documenti. Registro protocollo, 1875 - 1883 p. 17.
(2) In archivio sono conservati due buoni: il primo n. 338 reca la data del 16 settembre 1890 e la firma del Consegnatario Francesco Valvo “per numero tre fotografie eseguite nella sala delle urne e sarcofagi di questo Museo £ 24,00, il Direttore Francesco Saverio Cavallari”; il secondo n. 361 del 24 gennaio 1891 a nome del medesimo Consegnatario per “vetro fotografico con due copie positive rappresentanti frammenti di vasi della stazione preistorica di Stentinello, per essere pubblicati nel Bullettino di Paleoetnologia Italiana £ 8,00, il Direttore Francesco Saverio Cavallari”. Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa in Archivio Storico. Documenti. Buoni di introduzione.
(3) Soprintendenza di Siracusa. Archivio Storico. Documenti. Div. II Faldone 44 Siracusa - Rosario Carta - Disegnatore.
(4) In uno dei Giornali delle entrate e delle uscite è registrata al n. d’ordine 226 del 25 Febbraio 1899 una commissione riguardante l'acquisto di una macchina fotografica sistema Kodak n° 5 e relativi accessori per £ 200,00 a cui fanno seguito due commissioni ai nn. d’ordine del 1903 (17 marzo n. 345 e 30 giugno n. 349) rispettivamente per l'acquisto di una vaschetta di zinco munita di rubinetto per il bagno alle lastre fotografiche per £ 5,00 e di una macchina fotografica con tutti i relativi accessori e camera oscura per £ 694,50.

    • Salvo, Michele (1876 – 1963), Italia, Sicilia, Termini Imerese (PA) - Veduta dei ruderi dell’acquedotto romano “Cornelio” in località Barratina - Si osservano: un gruppo di donne che stendono i panni sull’erba, un’adolescente che sorride, un uomo seduto intento a dipingere la sua tela e un altro che lo osserva; un uomo in piedi sullo sfondo. Sul verso della fotografia sono indicati: il proprietario del terreno G. A. Via Vallone 22, le informazioni geografiche e il timbro a inchiostro del fotografo Salvo Michele; durante la sua attività di fotografo documenta non solo aspetti della vita quotidiana del suo paese ma anche la Targa Florio, nel 1905 i Musei Vaticani e i disastri provocati a Messina dal terremoto del 1908. Il suo Archivio Fotografico è stato recuperato e conservato, dopo la sua morte, avvenuta il 31 maggio 1963, dalla famiglia Ciofalo, collocazione Fondo Giuseppe Cultrera, C6 ID 1473. Nel Fondo sono presenti altre immagini dell'autore riguardanti Termini Imerese: “ruderi della Curia Romana nella Villa Comunale Nicolò Palmeri”, “ruderi dell’Anfiteatro” e “dintorni”., XIX - XX secolo, Materia: carta, Tecnica: stampa su carta alla gelatina al bromuro d'argento  mm 172 x 225, CC BY-NC-ND