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Archivio fotografico della Società Geografica Italiana 41.883794, 12.495814 Archivio fotografico della Società Geografica ItalianaPalazzetto Mattei in Villa Celimontana, via della Navicella 12 - 00184 Roma, Roma, RM, Lazio (Indicazioni stradali)

Archivio fotografico della Società Geografica Italiana

E-mail

archiviofotografico@societageografica.it

Regione

Lazio

Provincia

Roma

Comune

Roma

Indirizzo

Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, via della Navicella, 12

Definizione

archivio

Tipologia

istituzionale

Consistenza

100.000-500.000

Descrizione e composizione

L’Archivio fotografico raccoglie oltre 400.000 fototipi (positivi, negativi, diapositive, cartoline d’epoca), realizzati a partire dalla metà del XIX secolo, molti dei quali uniscono al valore storico-documentario un intrinseco valore artistico. Resoconto visivo di esplorazioni e viaggi, frutto dell’incontro di genti, usanze e paesaggi, l'Archivio tramanda la memoria dei centocinquant’anni di attività dell’ente che lo ha prodotto e lo custodisce. La storia del patrimonio iconografico è infatti strettamente connessa alle vicende della Società Geografica Italiana (SGI), fondata il 12 maggio 1867 a Firenze, allora capitale del Regno d’Italia, per iniziativa di un gruppo di intellettuali, uomini di scienza, dirigenti statali e politici, interessati allo sviluppo delle conoscenze geografiche. Primo Presidente fu il barone Cristoforo Negri (1867-1872), che si impegnò energicamente, nei difficili anni successivi alla costituzione del Sodalizio, in una fattiva opera di organizzazione e di consolidamento, condividendo con l’economista Cesare Correnti, all’epoca ministro della Pubblica Istruzione, parte delle responsabilità dell’impegno. Oltre a dare un contributo significativo al processo di integrazione nazionale attraverso la promozione e diffusione di una sistematica e scientifica conoscenza geografica del territorio italiano, la SGI intendeva favorire la sprovincializzazione degli orizzonti di riferimento delle relazioni esterne del nuovo Regno, tramite una migliore conoscenza del resto del mondo, specialmente di quelle porzioni del globo individuate come spazi dell’espansione coloniale europea. Accanto alle iniziative volte a diffondere «la scienza geografica in qualunque suo ramo», la Società, coerentemente con i compiti statutari e soprattutto per dimostrare al grande pubblico la propria utilità, prestò fin da subito ascolto alla crescente domanda politico-sociale di scoperta e di conquista dell’Africa, un continente così vicino quanto sconosciuto. Ancora molti erano gli spazi bianchi sulle carte geografiche; dovevano essere esplorate le regioni polari, oltre alle vaste regioni dell'Asia, delle Americhe e dell'Australia. Con l’esordio del XX secolo, allo studio di questi territori si affiancherà l’interesse per le tematiche relative all’Oriente e ai paesi dell’Adriatico, dalla Dalmazia all’Albania. Il pubblico era affascinato dalle vicende dell’esplorazione dei Poli e si appassionava con altrettanto interesse alla conquista delle vette più alte della Terra. Sin dalle prime esplorazioni in terra d’Africa e nel corso del suo operato, l’impegno scientifico e quello politico, sarebbero convissuti sempre con alterne vicende, producendo schieramenti e posizioni contrastanti in seno alla SGI, fino alla crisi del secondo dopoguerra, che determinò un periodo di isolamento e immobilismo culturale, gradualmente superato a partire dalla fine degli anni Settanta, quando il Sodalizio cominciò a lavorare come un istituto culturale legato al mondo della ricerca universitaria e come luogo deputato a custodire e diffondere una ricca documentazione bibliografica, archivistica, cartografica e fotografica relativa a fatti e personaggi di ogni pare del mondo. Fondamentale per la genesi dell’Archivio fotografico della SGI fu l’uso della fotografia come mezzo di osservazione del mondo, il cosiddetto “terzo occhio”. Una fotografia permetteva a chi l’osservava un rapporto con il soggetto ritratto ben diverso da ciò che poteva trasparire da un disegno o un acquerello, per quanto questi ultimi potessero essere precisi fin del minimo dettaglio. Si trattava di un mezzo considerato molto più affidabile dell’occhio di un pittore e permetteva un’analisi più approfondita di ciò che mostrava. Se non si disponeva di un fotografo professionista, era lo stesso esploratore o anche il semplice viaggiatore a diventare fotografo egli stesso, documentando viaggi, scoperte, popolazioni, animali e paesaggi. Se gran parte del materiale fotografico della Società Geografica deriva da spedizioni e campagne documentative organizzate direttamente dalla Società stessa, altrettanto copiosa è la mole di materiale confluito da soggetti esterni. Molti tra i protagonisti delle più importanti spedizioni geografiche infatti venivano ospitati dal Sodalizio come relatori di interessanti conferenze illustrate dalla proiezione di diapositive originali. Sovente i conferenzieri, autori o proprietari delle fotografie, lasciavano alla Società anche il materiale illustrativo originale, cosicché oggi è possibile trovare lo stesso soggetto in più versioni: positivi, negativi e diapositive. Nelle immagini sono rappresentati tutti i continenti e numerose sono anche quelle relative al territorio nazionale. La vasta gamma dei contenuti che caratterizza l’intera raccolta consente di trovare significativi esempi di ciascun genere fotografico: dalla fotografia paesaggistica a quella antropometrica, dal ritratto alla fotografia documentaria e di viaggio; per quanto riguarda la tipologia, sono presenti aristotipi, calotipi, fotoincisioni, stampe all’albumina e alla gelatina, negativi su vetro e su pellicola, diapositive e cartoline. La collezione più antica risale al 1866, in cui sono raccolti i positivi realizzati da Émile Gsell (1838-1879) durante la spedizione francese nell’area del Mekong affidata a Doudart de Lagrée e portata a termine da Francis Garnier. L’Archivio fotografico ha continuato e continua tutt’ora a ricevere donazioni da soggetti terzi e al nucleo principale costituito dalle tre macro sezioni (Fondo Storico, Fondo Giotto Dainelli e Fondo Elio Migliorini), si sono aggiunte nel corso degli anni numerose acquisizioni di collezioni private che continuano a raccontare il mondo e i suoi cambiamenti, come reportage di viaggio o album di famiglia. Le raccolte dell'Archivio fotografico afferiscono complessivamente a venticinque fondi le cui schede dettagliate sono consultabili all’indirizzo: http://www.archiviofotografico.societageografica.it/index.php?it/153/il-patrimonio Un primo riordino del materiale fotografico venne effettuato tra il 1945 e il 1946 da Enrico De Agostini, allora Segretario generale della SGI, il quale compilò l’elenco sommario delle sole fotografie positive. Nel 1996 è stato pubblicato un catalogo a stampa a cura di Maria Mancini dal titolo Obiettivo sul mondo. Viaggi ed esplorazioni nelle immagini dell'Archivio fotografico della Società Geografica Italiana (1866-1956), in cui vengono riportate le schede relative alle raccolte (album e collezioni) del materiale fotografico acquisito dalla nascita della SGI alla fine degli anni ’40, appartenenti al Fondo storico, Fondo Giotto Dainelli e Fondo Elio Migliorini. Per quanto concerne la catalogazione informatica delle collezioni del Fondo storico, grazie alla collaborazione con l’Università di Tor Vergata, a partire dal 2000, è stato possibile realizzare un database ispirato alla struttura della Scheda F opportunamente adattata alle caratteristiche dei fondi da descrivere. Più recentemente, il progetto finanziato con la ripartizione quota 8 per mille Irpef del 2009, ha reso possibile l’avanzamento del lavoro di catalogazione tramite un nuovo software, il restauro conservativo del materiale, l’integrazione del lavoro di acquisizione digitale del patrimonio dell’Archivio e la sua valorizzazione grazie alla pubblicazione sul sito istituzionale dei 16.000 fototipi catalogati. Tra il 2012 e il 2015 con la partecipazione al progetto Europeana Photography sono state inserite nella biblioteca digitale europea 23.000 immagini corredate di scheda catalografica, pubblicate anche nel portale Cultura Italia. Nel corso del 2015, inoltre, ha avuto inizio la catalogazione nell’ambito del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e nell’Opac del Polo degli Istituti Culturali di Roma (IEI) della documentazione fotografica prodotta da Giotto Dainelli durante le Missioni geologiche organizzate dall’AGIP in Somalia e territori limitrofi nel 1938-1939. Attualmente sono disponibili on line oltre 26.000 immagini che possono essere ricercate nel relativo database. Il personale dell’Archivio fotografico è a disposizione degli utenti per informazioni sui fondi e sugli strumenti idonei a svolgere ricerche bibliografiche, cartografiche e archivistiche finalizzate alla conoscenza della documentazione iconografica.

Ordinamento

tematico, misto

Collegamento alla scheda descrittiva del sistema di provenienza

-

Condizione giuridica

proprietà ente privato

Cronologia produzione

1867 / 2017

Cronologia formazione

1867 / 1866

Produttori

Società Geografica Italiana

Soggetti

Paesaggio
Documentazione del patrimonio storico artistico
Documentazione del patrimonio culturale
Documentazione del patrimonio etnoantropologico
Natura
Montagna
Ambiente urbano
Costume
Trasporti
Vita quotidiana

Autori

Boggiani, Beato, Brocherel, Cavilla, Cipriani, Dainelli, De Castro, De Filippi, Del Tufo, Desio, Fondi, Fratelli Zangaki, Frith’s Series, Gsell, Lubrani, Maestri, Maison Bonfils, Marubi, Migliorini, Molinari, Murakami, O’Sullivan, Piscicelli, Poirier, Ponti, Porry Pastorel, Rava, Rossetti, Specht, Stradelli, Tancredi, Terzano, Traversi, Tuminello, Vannutelli. Vari.

Data redazione

2017

Note

L’Archivio fotografico della SGI comprende inoltre una piccola cineteca, istituita nel 1949, composta di materiale cinematografico (68 films, più esattamente pellicole cinematografiche, per la maggior parte riversate in DVD) a carattere prevalentemente divulgativo, relativo a fenomeni geografici di interesse generale.

    • Gsell, Émile, Angkor-Wat, Cambogia. La facciata principale. Esplorazione Doudart de Lagrée-Garnier del Mekong nel Regno di Siam e Cambogia, albumina, CC BY-SA
    • Anonimo, Un musco giapponese con la mamasan. Campagna oceania della Regia nave Vesuvio, albumina colorata a mano, CC BY-SA
    • Specht, Georges  e Poirier, Leon, Arrivée à l'Ocean Indien devant Mozambique. Spedizione Citroën Centro Africa. Seconda Missione Haardt-Audouin Dubreuil, stampa al carbone, CC BY-SA
    • Terzano, Massimo, Ore di riposo a Urdukas. Spedizione geografica Duca di Spoleto al Karakorum, gelatina cloruro d'argento, CC BY-SA
    • Terzano, Massimo, Ghiacciaio Baltoro. Lago glaciale. Sul fondo a sinistra il Màsherbrum. Spedizione geografica Duca di Spoleto al Karakorum, gelatina cloruro d'argento, CC BY-SA