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Archivio fotografico del Polo Museale dell’Emilia Romagna - Bologna 44.492753, 11.346235 Archivio fotografico del Polo Museale dell’Emilia Romagna - BolognaVia Castiglione, 7 - 40124, Bologna, BO, Emilia-Romagna (Indicazioni stradali)

Fondo Luigi e Giovanni Lanzoni

Regione

Emilia-Romagna

Provincia

Bologna

Comune

Bologna

Indirizzo

Via Castiglione, 7 - 40124

Definizione

fondo

Tipologia

professionale

Consistenza

≤ 500

Descrizione e composizione

Consistenza: 34 lastre 30X40
Parte delle lastre che menziona Guido Zucchini come ultimo residuo del disgraziato archivio dei Lanzoni è conservata presso l’Archivio Fotografico della Soprintendenza di Bologna (Fondo Ragazzi/Lanzoni nn. 1-34) e costituisce, insieme alle 97 lastre depositate al Comitato Bologna Storica Artistica, il nucleo più cospicuo sopravvissuto dell’opera dei Lanzoni. Si tratta di negativi su vetro alla gelatina bromuro d’argento (30x40) che riproducono vedute della Bologna storica scattati per documentare gli interventi di restauro coordinati dal Comitato ed eseguiti sotto la direzione prima di Rubbiani poi di Guido Zucchini e Achille Casanova (subentrati alla consulenza artistica dopo la morte dell’architetto).

Ordinamento

-

Collegamento alla scheda descrittiva del sistema di provenienza

-

Condizione giuridica

-

Cronologia produzione

1904 / 1918

Cronologia formazione

1904 / 1918

Produttori

Luigi e Giovanni Lanzoni

Soggetti

Documentazione del patrimonio architettonico

Autori

Lanzoni, Giovanni; Lanzoni, Luigi

Data redazione

2016

Note

Presso l’Archivio Fotografico della Soprintendenza di Bologna (Fondo Ragazzi/Lanzoni nn. 1-34) è conservato, insieme alle 97 lastre depositate al Comitato, il nucleo più cospicuo sopravvissuto dell’opera dei Lanzoni. Si tratta di negativi su vetro alla gelatina bromuro d’argento (30x40) che riproducono vedute della Bologna storica scattati per documentare gli interventi di restauro coordinati dal Comitato ed eseguiti sotto la direzione prima di Rubbiani poi di Guido Zucchini e Achille Casanova (subentrati alla consulenza artistica dopo la morte dell’architetto).
La collaborazione con Rubbiani inizia probabilmente nel 1904 come testimonia una ricevuta di pagamento conservata all’archivio del Comitato. Le note rinvenute (solitamente la liquidazione per il lavoro svolto avveniva alla fine di ogni anno) sono tutte su carta intestata al “Premiato Stabilimento Luigi Lanzoni e Figlio – Bologna, Piazza Porta Ravegnana 2, p. 2°, presso le Due Torri” e portano in calce le firme dell’architetto - a volte anche quella del vicepresidente Francesco Cavazza - e di Giovanni Lanzoni. I documenti elencano le riprese dei due fotografi durante l’anno specificato sulla base delle richieste di Rubbiani (come sembrano affermare i visti con la sua firma e gli appunti di sua mano in fondo ad alcune note riguardanti, in alcuni casi, le motivazioni delle commissioni).
Probabilmente gli incarichi ai Lanzoni si intensificarono dopo la chiusura della Fotografia dell’Emilia divenendo sempre più frequenti già dall’anno successivo. Intanto la carta intestata che pubblicizzava le qualità della ditta si era arricchita di una decorazione con un’elegante figura femminile avvolta da fiori e racemi vegetali posta in alto a sinistra ritratta mentre apre l’obiettivo fotografico. Nel 1911, quando Giovanni diviene titolare della ditta, compare in aggiunta alle già note specialità fotografiche la scritta “Riproduzioni quadri e oggetti artistici” tra due raffinati bouquet di rose a inchiostro verde, a testimoniare l’ormai lunga esperienza maturata nel settore della fotografia d’arte.
Il lavoro svolto dai Lanzoni si pone principalmente come sussidio dell’opera progettuale dei vari restauri intrapresi. Si può supporre che venissero richiesti documenti significativi del degrado in cui versava un certo edificio, in modo da poterne “giustificare” il recupero storico-artistico. Spesso si tratta di scatti mirati a porzioni di un edificio in cui emergevano brani che ne testimoniassero l’antichità (ad esempio tracce di antiche arcate o bifore sulla muratura, o di decorazioni murarie). Le stampe fotografiche venivano utilizzate come veri e propri strumenti progettuali sui quali Rubbiani interveniva di suo pugno apportando modifiche con tratti di penna, verificando un primo effetto “virtuale” che il restauro avrebbe donato all’edificio.
La panoramica offerta dalle 34 lastre negative del fondo Ragazzi interessa diversi e noti luoghi della Bologna storica nell’arco di tempo compreso approssimativamente tra il 1904 e il dicembre 1915 (anno in cui è datata l’ultima ricevuta conservata) e comunque non oltre il 1918, quando cessa l’attività della ditta. Attraverso le ricerche d’archivio è stato possibile, in molti casi, trovare le date di esecuzione delle fotografie portando nuovi e precisi elementi alle vicende riguardanti le profonde trasformazioni attuate nel centro storico di Bologna. La documentazione riguarda i lavori al Palazzo di Re Enzo e del Podestà con lo scoprimento della curia potestatis e il recupero della trecentesca cappella di Santa Maria dei Carcerati; il rifacimento della facciata del Palazzo dei Notai e del corridoio merlato del Palazzo Comunale. Le riprese sono state effettuate da angolazioni differenti e in momenti ed anni diversi, probabilmente per l’esigenza di avere una panoramica progressiva dello stato dei lavori. Ai Lanzoni vennero commissionate anche riprese della facciata della chiesa di San Domenico prima e dopo il restauro; della chiesa di San Giacomo Maggiore prima dello scoprimento del tetto ad embrici e durante gli interventi sulla facciata; della chiesa della Madonna del Baraccano appena restaurata e di molti altri noti luoghi storici.
Recuperate (sul mercato) e conservate da Franco Ragazzi che nel 2002 le ha cedute alla Soprintendenza insieme alla documentazione della propria attività, le lastre Lanzoni si dimostrano documenti storici di primaria importanza nell’ambito di un così delicato momento come fu quello interessato dai restauri di Rubbiani, e insieme consentono notevoli nuove “illuminazioni” sulla vicenda di un fotografo e di una unità produttiva finora rimasta piuttosto opaca e sullo sfondo.

    • Luigi e Giovanni Lanzoni, Bologna, cortile Palazzo del Podestà durante il restauro, gelatina ai sali d'Ag/ vetro, CC BY-NC-ND
    • Premiata Fotografia Luigi Lanzoni & Figlio (Giovanni), Bologna, Palazzo della Mercanzia, prima dei restauri, gelatina ai sali d'Ag/ vetro, CC BY-NC-ND
    • Premiata Fotografia Luigi Lanzoni & Figlio (Giovanni), Bologna, Piazza Re Enzo, demolizione delle fabbriche di via Canapa e via delle Accuse, gelatina ai sali d'Ag/ vetro, CC BY-SA
    • Luigi Lanzoni, Ritratto di Alfonso Rubbiani, albumina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Premiata Fotografia Luigi Lanzoni & Figlio (Giovanni), Bologna, Piazza Re Enzo, Lavori di recupero della "curia potestatis", gelatina ai sali d'Ag/ vetro, CC BY-NC-ND
    • Premiata Fotografia Luigi Lanzoni & Figlio (Giovanni), Bologna, Veduta delle torri Asinelli, Garisenda, Artenisi, Riccadonna, prima degli abbattimenti, gelatina ai sali d'Ag/ vetro, CC BY-NC-ND
    • Premiata Fotografia Luigi Lanzoni & Figlio (Giovanni), Bologna, Veduta dalla Torre della Specola, gelatina ai sali d'Ag/ vetro, CC BY-NC-ND
    • Premiata Fotografia Luigi Lanzoni & Figlio (Giovanni), Bologna, Fianco della chiesa di San Bartolomeo a Porta Ravegnana, gelatina ai sali d'Ag/ vetro, CC BY-NC-ND
    • Premiata Fotografia Luigi Lanzoni & Figlio (Giovanni), Bologna, Palazzo degli Strazzaroli prima del restauro, gelatina ai sali d'Ag/ vetro, CC BY-NC-ND