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Archivio Fotografico del Seminario Vescovile di Treviso 45.662490, 12.239646 Archivio Fotografico del Seminario Vescovile di TrevisoPiazzetta Benedetto XI 2, Treviso, TV (Indicazioni stradali)

Fondo Dino Grossa

Regione

Veneto

Provincia

Treviso

Comune

Treviso

Indirizzo

Piazzetta Benedetto XI 2

Definizione

fondo

Tipologia

professionale

Consistenza

10.000-50.000

Descrizione e composizione

Il fondo comprende documenti fotografici, cinematografici e audio sull'ambiente naturale, la cultura e gli usi delle popolazioni stanziate nella vasta area a sud del fiume Orinoco, nel Venezuela amazzonico, prodotti da d. Dino Grossa durante la sua permanenza in quei luoghi quale missionario, dal 1949 al 1975.
Sotto l'aspetto quantitativo, è così composto:
- 5092 positivi B/N e a colori, in parte raccolti in 12 album;
- 5139 diapositive formato 5x5;
- 1113 tra negativi piani e spezzoni di negativi 35 mm per un totale di ca. 6000 scatti;
- 45 stereogrammi;
- 18 pellicole cinematografiche 8 mm e Super 8;
- 34 nastri magnetici audio;
- 17 audiocassette.
Gran parte dei positivi è nei formati 9x12 e 13x18; in minor numero sono presenti il 18x24 e il 20x25. Alcune stampe sono presenti in più versioni. Gli esemplari in bianco-nero sono ben conservati; una parte di quelli a colori presenta invece, a gradi diversi, gli effetti dell’instabilità cromatica dei materiali fotografici disponibili a quell'epoca; generalmente, essi consentono comunque una buona lettura delle immagini.
Il fondo documenta gli ambienti naturali e sociali, i modi di vita, le tradizioni e le abitudini quotidiane di quelle popolazioni. Sovente vi sono raffigurati momenti di vita intimi, mai o raramente ripresi prima di allora, come nel caso della cerimonia di incinerazione e saluto ai defunti e di ingestione delle loro ceneri, o di alcuni riti nei quali veniva usato l'allucinogeno chiamato "yopo", un derivato dalla pianta omonima (anadenanthera peregrina), che Grossa assicura non causare danni al sistema nervoso né provocare assuefazione.
Vi si aggiungono, tra le diapositive, vedute aree e di città e cittadine venezuelane, immagini delle più tipiche industrie locali come la ricerca dell’oro e dei diamanti, o l'industria petrolifera, ambienti fluviali, flora e fauna locali, formazioni rocciose e incisioni rupestri, oltre ad alcune serie editoriali con vedute della Grecia e della Città del Vaticano.
Spesso, al recto o al verso dei positivi, o su foglietti allegati, si trovano note di vario tenore e dettaglio: numerazioni e indicazioni a carattere editoriale, il nome del gruppo etnico oggetto della ripresa e il luogo ove era stanziato, il nome proprio delle persone ritratte, o eloquenti didascalie descrittive sulla situazione raffigurata.
Le diapositive a soggetto amazzonico furono organizzate da Grossa in gruppi tematici di complessità e lunghezza variabile per essere usate in occasione di conferenze dirette sia a un pubblico italiano che di lingua spagnola. Queste trovano riscontro in elenchi e tracce di svolgimento accuratamente predisposti, e a volte molto dettagliati, che si conservano nell'archivio del Seminario.
L'approccio di Grossa alla materia del proprio studio si colloca a cavallo tra il piano memoriale e quello della ricerca sul campo, quest'ultimo prevalente sul primo. L'intenzione documentaria è infatti non raramente accompagnata da uno sguardo partecipe, certamente paternalistico ma anche complice e comprensivo, a volte persino amorevole verso le persone con le quali entrava in contatto. I numerosi ritratti, di singoli e di gruppo, hanno sì lo scopo di tipizzare i caratteri somatici e gli ornamenti in uso presso le varie popolazioni, ma senza seguire le rigide prescrizioni dettate dalla metodologia antropometrica (ancora in uso, negli anni Cinquanta del Novecento, in quelle regioni dove non pochi gruppi etnici rimanevano tuttavia da scoprire e studiare) e non raramente si risolvono nella forma propria del ritratto personale, in cui si riconosce l'interazione tra il fotografo e il suo soggetto.
Nel suo insieme, il fondo riveste un notevole interesse etnografico non disgiunto spesso da un valore estetico. Ad essi si unisce un valore storico indotto dalle notevoli trasformazioni intervenute negli ultimi decenni nella vita di quelle comunità che si confrontano quotidianamente con l'impatto con la moderna società industriale (v. nota 3).


Ordinamento

tematico

Collegamento alla scheda descrittiva del sistema di provenienza

-

Condizione giuridica

proprietà ente privato

Cronologia produzione

1949 / 1975

Cronologia formazione

- / -

Produttori

Grossa Dino Giuseppe, (Mirano, VE, 14/01/1913 - ivi, 01/08/1991) fu ordinato sacerdote il 05/07/1936. Dopo la consacrazione, coprì la funzione di vicario nelle parrocchie di Negrisia e Crocetta del Montello (TV); dal 1939 al 1945 fu assistente nel Collegio Vescovile Pio X di Treviso e nel 1945-1946 cappellano presso l'ospedale militare di Mirano.
Trasferito nel 1947 quale vicario nella parrocchia di Spresiano (TV), lì rimase fino alla partenza, nel 1949, come missionario diocesano in Venezuela. Venne assegnato alla diocesi di Mérida, in assistenza della numerosa comunità di immigrati italiani che vi facevano capo.
In Venezuela, all'attività pastorale, di insegnamento e di promozione culturale, affiancò la ricerca etnografica. Per l'efficacia del suo ruolo di ricercatore e operatore, il Governo venezuelano lo nominò ispettore generale delle popolazioni Indi dell’Alto Orinoco. In Venezuela, pubblicò il libro «Shori, Camië Ya Jama» (Amigo, quiero visitarte), Ernesto Armitano Editor, Caracas, s.d.
Al suo ritorno, nel 1975, oltre ai documenti iconografici e sonori già citati, portò in patria un considerevole numero di reperti che donò al Seminario Vescovile di Treviso. A Spinea (VE), dove risiedette fino alla morte, elaborò e sistematizzò la ricerca avviata sul campo: predispose il catalogo della collezione di oggetti da lui costituita (834 voci) e redasse un volume - inedito - intitolato «Il sorprendente mondo etnico, spirituale e psichico delle tribù indigene del Venezuela» (1989) nel quale descrive i principali rituali, miti, leggende, curiosità e credenze di tredici delle popolazioni con le quali era entrato in contatto.
Per i suoi meriti, nel 1978 fu nominato Cappellano di Sua Santità.

Soggetti

Documentazione del patrimonio etnoantropologico (Venezuela - Popolazioni native: Baniba {Baniwa} / Chiricoa / Guaica {Waika, Yanoamö} / Guahibo / Guajiro {Wayuu} / Guarao {Guarauno, Warao} / Kariña {Kalihna} / Maquiritare {Yekuana} / Motilon {Barì} / Panare {Eñapa} / Pemon / Piaroa / Yaruro / Yucpa)
Natura (Amazzonia: orchidee / serpenti / uccelli)
Miscellanea (Venezuela - Vedute: Caracas, Isla Margarita, Mérida, Maracaibo, San Fernando de Apure, Valera; Venezuela - Attività industriali; Colombia - Bogotà - Museo del Oro; Colombia - Vedute: Isla Providencia)

Autori

Grossa, Dino

Data redazione

2021

Note

NOTA 1: Le popolazioni con le quali Grossa entrò in contatto sono conosciute con denominazioni varie, in parte di derivazione occidentale e in parte di origine etnica, anche con trascrizioni fonetiche diverse. Nel campo soggetto di questa scheda, esse sono elencate seguendo le forme principali usate da Grossa, seguite, tra parentesi graffa, da altre e diffuse denominazioni in uso.
NOTA 2: Grazie a un contributo della Regione Veneto, nel 2009 fu realizzato un progetto di riordino, inventariazione, conservazione e digitalizzazione dei materiali fotografici e filmici. Successivamente, nel 2015, a seguito di una convenzione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il contributo della Società Iconografica Trivigiana, sono stati digitalizzati i nastri audio e le audiocassette, una parte dei quali sono stati trascritti in occasione di una tesi di laurea (Cesaro 2015-2016).
Come già accennato, il fondo iconografico e audio si accompagna a una raccolta di più di 800 manufatti e reperti, costituenti la collezione Dino Grossa presso il Seminario Vescovile di Treviso (https://www.diocesitv.it/seminariotreviso/collezione-d-grossa/) sulla quale, nel 2011, è stato condotto un primo studio, presentato al Convegno "La ricerca dei musei scientifici" (Padova, 9-11 novembre 2011) di cui nel 2014 sono stati pubblicati gli atti (Dall'Oca et al. 2014).
NOTA 3: Per meglio contestualizzare il significato del fondo, è utile ricordare che, nell'ultimo ventennio, il Venezuela ha posto notevole impegno e attivato molte azioni per ovviare alla situazione di debolezza sociale ed economica delle popolazioni studiate da Grossa, nel tentativo di renderle soggetti protagonisti della vita collettiva del Paese. La nuova Costituzione emanata a seguito dell'avvio della Rivoluzione Bolivariana, riconosce il carattere multietnico e pluriculturale del Paese, e una serie di leggi e istituzioni ora tutelano quelle comunità.
Il Venezuela ha adottato la United Nation Declaration on the Rights of Indigenous People - UNDRIP (https://www.un.org/development/desa/indigenouspeoples/declaration-on-the-rights-of-indigenous-peoples.html) e ratificato la Indigenous and Tribal Peoples Convention 1989 n. 169 (https://www.ohchr.org/Documents/Publications/GuideIPleaflet8en.pdf) che riconosce l'autodeterminazione delle popolazioni indigene e stabilisce, per i Paesi firmatari, degli standard con forza di legge relativi ai loro diritti economici, socio-culturali e politici, compreso il diritto alla terra.
Nonostante questi provvedimenti, i problemi da affrontare sono ancora notevoli, soprattutto in relazione alla demarcazione degli habitat e al degrado ambientale determinato dalle attività minerarie illegali.

BIBLIOGRAFIA:
- Grossa Dino, Museo Etnografico «don Grossa», Seminario Vescovile Treviso, Indi del Venezuela. Catalogo-guida, Treviso, stampa La Tipografica, s.d.
- Dall'Oca Sabrina, Veronesi Paola, Zanata Santi Giannantonio, Filippin Sara, Le popolazioni Indi del Venezuela: catalogazione, conservazione e ricerca nel Museo Etnografico "Don Grossa" del Seminario Vescovile di Treviso, in: Museologia Scientifica. Memorie, 2014, n. 11, pp. 73-76.
- Cesaro Chiara, The Audio-Visual Documentation in the Dino Grossa Museum at the Seminario Vescovile, Treviso: Archival and Cultural Perspectives, Tesi di Laurea Magistrale Interateneo in Musica e Arti Performative, Università degli Studi di Padova, Università Ca' Foscari di Venezia, relatore David Douglas Bryant, a.a. 2015-2016.


    • Dino Grossa, Vista laterale del shabono, villaggio Guaika della popolazione Coroteri, lungo il fiume Mavaca (002604; mm 88x126), post 1965, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa [attr.], Maschera rituale detta Paujil, degli indios Piaroas, ricavata dalla pelle dell'uccello omonimo. Questa maschera viene usata una sola volta all'anno in occasione della festa del Warimé, in ringraziamento alla divinità per il raccolto (002061; mm 256x199), post 1965, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa [attr.], Indio Pemon della Gran Savana. Lo strano tattuaggio [sic] di un indio di tribù sconosciuta (002073; mm 255x198), post 1965, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa, Indias Panares (015959; mm 121x169), ante 1965, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa, Gruppo appartenente alla popolazione Guaraunos (003999; mm 122x193), ante 1965, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa, Ritratto di Tijieima, Guaica della tribù Monoueteri del Mavaca, tipicamente adornata (001769; mm 202 x 255), ante 1965, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa, I Guaicas si drogano soffiandosi la droga di "yopo" attraverso le vie respiratorie mediante una canna detta "yokòiro". L'effetto della droga termina in due ore, non crea abitudine né fa danno al sistema nervoso (001826; mm 202x253), post 1964, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa, Indios Guaicas, sotto effetto dello "yopo", eseguono una danza di guerra per spingere i responsabili della morte del fratello del capotribù a una lotta di riparazione (001815; mm 202x254), post 1964, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa, Cremazione del cadavere di un Indio Guaica (Yanomamo) morto per il morso di un serpente a sonagli. La gamba destra è gonfia per l'effetto del veleno (001837; mm 198x252), 08/1972, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND
    • Dino Grossa, Centro Missionario di San Fernando di Atabapo sulle sponde del fiume Atabapo che venendo dalla Colombia si versa nel fiume Orinoco (002057; mm 202x255), post 1964, gelatina/ carta, CC BY-NC-ND