La raccolta è costituita da 65 negativi su vetro alla gelatina ai sali d’argento, di cui uno privo di emulsione. Il materiale proviene da un ritrovamento fortuito effettuato da alcuni operai presso il Palazzo della Baronessa Amalia Boezio Romano, a Sala Consilina (SA). Le lastre furono in seguito affidate al fotografo Antonio (Tonino) Arpea, che le custodì per diversi anni, donandole poi all’Associazione Il Didrammo (APS) – Museo Didattico della Fotografia (MuDiF) il 17 gennaio 2020.
L’insieme dei fototipi comprende due formati principali: 38 lastre di formato cm 9x12 e 25 lastre di formato cm 13x18. Tre lastre risultano rotte, mentre una quarta presenta la lacuna di una porzione nell’angolo inferiore sinistro. Le condizioni conservative sono precarie: si riscontrano alterazioni dovute a umidità e muffe, nonché residui calcarei che in diversi casi hanno provocato il distacco parziale dell’emulsione fotografica. Due lastre presentano ritocchi manuali di colore rosso.
I soggetti principali rappresentati nei fototipi sono la Baronessa Amalia Boezio Romano, nata il 25/01/1893 e morta 10/01/1972 a Napoli, figlia dell’avvocato cavaliere Giuseppe Boezio e di Antonia Mangieri e moglie del barone Giuseppe Franz Romano (18/08/1884). Compaiono inoltre altri membri della famiglia Romano, tra cui le sorelle Evelina e Carolina, nonché figli, nipoti e gruppi familiari. Francesco Romano sposa il 07/09/1911 Amalia Boezio.
Ordinamento
misto
Collegamento alla scheda descrittiva del sistema di provenienza
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Condizione giuridica
proprietà ente privato
Cronologia produzione
1900 / 1915
Cronologia formazione
2020 / 2020
Produttori
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Soggetti
Ritrattistica
Vita quotidiana
Paesaggio
Famiglia
Autori
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Data redazione
2025
Note
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