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Archivio fotografico della Direzione regionale Musei dell’Emilia-Romagna - Bologna 44.492504, 11.346167 Archivio fotografico della Direzione regionale Musei dell’Emilia-Romagna - BolognaVia Castiglione 7 - 40124, Bologna, BO (Indicazioni stradali)

Fondo Ranuzzi

Indirizzo web

-

Definizione

collezione

Tipologia

professionale

Consistenza

500-1.000

Descrizione e composizione

Il Fondo Ranuzzi comprende 552 fototipi di diversa natura, datazione e provenienza. Prodotte da 16 diversi stabilimenti fotografici (in prevalenza italiani, ma anche francesi e tedeschi), le stampe sono per il 70% albumine; il resto si suddivide in aristotipi e stampe alla gelatina ai sali d’argento, ma sono presenti anche riproduzioni fotomeccaniche, alcune sotto forma di cartolina. Le più antiche risalgono alla seconda metà del XIX secolo, le più recenti non superano invece la seconda metà del XX secolo. I formati variano da un minimo di circa cm. 5 x 7,5 ad un massimo di circa cm. 21,5 x 28, con una prevalenza del formato medio di circa cm. 20 x 25. Alcuni dei fototipi sono stati applicati su supporti secondari; in un unico caso sono state applicate più stampe fotografiche su di un unico supporto secondario. Numerosi sono i timbri a inchiostro e a secco e le annotazioni manoscritte riscontrabili sui supporti, che riportano informazioni di natura collezionistica e storico-artistica relative ai manufatti riprodotti nelle stampe.
I fototipi erano conservati sciolti in 31 fascicoli di carta azzurra, intitolati ai più importanti pittori attivi a Bologna fra il XIV e il XVIII secolo: a ciascuno di questi, i vari proprietari del fondo hanno nel tempo riferito le opere di pittura e grafica riprodotte nelle stampe. Il nome degli autori è stato scritto sulla copertina dei singoli fascicoli da uno dei proprietari del fondo (forse l’antiquario Ranuzzi) ma la presenza di altre intitolazioni sulle pagine interne (riferite spesso ad autori del Rinascimento fiorentino) indicano chiaramente un avvenuto riutilizzo di questi supporti.

Ordinamento

tematico

Collegamento alla scheda descrittiva del sistema di provenienza

-

Condizione giuridica

proprietà ente pubblico

Cronologia produzione

1850 / 1950

Cronologia formazione

1900 / 1950

Produttori

Belluzzi, Giuseppe, Giuseppe Belluzzi (1859 - 1926), nato a San Marino, di professione chimico farmacista. Visse e studiò a Bologna, dove aprì un proprio laboratorio farmaceutico. Appassionato amatore d’arte e cultore di storia patria e dell’arte bolognese, iniziò a collezionare dai primi anni del Novecento numerose riproduzioni di opere realizzate da pittori e incisori attivi a Bologna fra il XIV e il XVIII secolo (incisioni, disegni, stampe fotografiche, volumi illustrati). La collezione, da lui intitolata “Bologna negli Artisti e nell’Arte”, venne quindi dispersa dagli eredi al momento della sua morte nel 1926.; Ranuzzi, Giuseppe, Giuseppe Ranuzzi, antiquario bolognese con bottega in Strada Maggiore, specializzato nel commercio di stampe e incisioni, ricordato nelle fonti di prima metà del Novecento come prestatore e venditore di varie opere. Probabilmente da identificarsi con l’ingegnere Giuseppe Ranuzzi de’ Segni, conte della Porretta (1891-1973), sepolto nel chiostro VIII del cimitero della Certosa bolognese.

Soggetti

Documentazione del patrimonio storico artistico (Pittura e grafica di artisti bolognesi (o di adozione bolognese) attivi dal XIV al XVIII secolo)

Autori

Alinari, Fratelli; Anderson; Bassani, Gigi; Fratelli Bolognesi; F. & O. Brockmann; Brogi; Champagne, A. C.; Croci; D’Alessandro; Fotografia dell’Emilia; Hautecouer, Jules; Fotografia P. Orlandini e Figli; Montabone, Luigi; Ricci, Luigi; Vasari, Alessandro; Villani

Data redazione

2024

Note

Le fotografie riproducono opere pittoriche e grafiche attribuite (fra il 1900 e il 1950 circa) a diversi artisti attivi a Bologna fra il XIV e il XVIII secolo. L’organizzazione di queste, dovuta ai precedenti proprietari, segue un ordine monografico per autori, con alcune eccezioni (“Vari bolognesi” e “Soffitti”). L’estremo più antico è rappresentato da Vitale da Bologna, il più recente da Vittorio Maria Bigari. I gruppi più consistenti sono però dedicati a Guido Reni, al Guercino, al Francia e ai Carracci. I soggetti sono dipinti e disegni perlopiù conservati in chiese, musei pubblici e collezioni private: l’85% di questi luoghi si trova nella penisola italiana (Vaticano incluso) e soltanto al 12% all’estero, ovvero nel resto d’Europa e negli USA (del restante 3% non è stato ancora possibile effettuare le dovute verifiche di riconoscimento delle opere raffigurate).
Il fondo è stato ceduto in deposito all’Archivio per un tempo illimitato dal dott. Angelo Mazza in due momenti distinti: un primo fascicolo il 2 aprile del 2006 (T_31), i rimanenti trenta il 20 aprile del 2007. Le fotografie giunsero nelle mani dello storico dell’arte (probabilmente sempre fra il 2006 e il 2007) tramite il dott. Roberto Franchi, medico e collezionista di disegni: questi le aveva ricevute a sua volta, poco tempo prima, dalla vedova di un antiquario bolognese, tale Giuseppe Ranuzzi, specializzato nel commercio di antiche stampe e incisioni, che sappiamo aver tenuto bottega in Strada Maggiore 12C fino alla sua morte negli anni ’70 circa.
In base alle ultime ricerche, si è tuttavia scoperto come gran parte delle fotografie del Fondo Ranuzzi fossero un tempo conservate nella collezione del chimico farmacista Giuseppe Belluzzi (1859-1926), originario della Repubblica di San Marino. Col passare del tempo si è persa memoria della variegata collezione di incisioni, disegni, stampe fotografiche e volumi illustrati, raccolta dallo stesso Belluzzi tra la fine del XIX secolo e il primo quarto del XX secolo e da lui denominata “Bologna negli Artisti e nell’Arte”. Aperta ufficialmente al pubblico nel 1907 e quindi sfortunatamente dispersa nel 1926 con la morte di Belluzzi, la collezione riuniva prove di grafica e incisione e riproduzioni di opere pittoriche di artisti attivi a Bologna fra il XIV e il XVIII secolo, organizzate in cartelle monografiche. Dalla sezione fotografica di “Bologna negli Artisti e nell’Arte” provengono sicuramente un buon numero di fototipi del Fondo Ranuzzi: la coincidenza fra sigle/iscrizioni apposte sulle stampe e indicazioni annotate da Belluzzi in diversi suoi scritti ha permesso di riconoscere tale provenienza per almeno 234 esemplari su 552 (42.39% del totale). In diversi casi, le iscrizioni Belluzzi riportate sui supporti delle foto (recanti sigla “GB”) sono parzialmente o totalmente cancellate: probabilmente l’antiquario Ranuzzi, una volta entrato in possesso delle stampe dopo il 1926, decise di alterare le varie annotazioni manoscritte non funzionali al riuso in bottega. Ranuzzi dovette servirsi dei fototipi semplicemente per stabilire confronti con dipinti disponibili sul mercato o circolanti nel negozio: gran parte dei positivi riproduce, infatti, dipinti di proprietà pubblica o esposti in pubblici edifici. Ancora non sono chiari paternità e motivo delle indicazioni di prezzi in lire riportate sul verso di numerosi esemplari, raffiguranti spesso opere non in vendita, ed il cui eccessivo valore, in ragione della forza d’acquisto della valuta nel secolo scorso, non collima con un possibile prezzo di vendita degli stessi fototipi. Nonostante gli esiti di queste nuove ricerche, si è scelto comunque di mantenere la denominazione tradizionale, e quindi l’intestazione del fondo a Ranuzzi, non essendo stato possibile verificare per tutti i fascicoli se ci siano state dispersioni, aggiunte, interpolazioni prodotte dall’antiquario sulla collezione già di proprietà di Belluzzi.

    • A. Vasari, Roma, Palazzo Farnese, Carracci, Polifemo diverte Galatea, Aristotipo?/gelatina a sviluppo?/carta, CC BY-NC-ND
    • Anonimo, Bologna, Chiesa di San Bartolomeo, Marcantonio Franceschini e Luigi Quaini, Martirio di San Bartolomeo, San Bartolomeo esorcizza un'indemoniata, Gelatina a sviluppo?/carta, CC BY-NC-ND
    • Anonimo, Bologna, Chiesa di San Giacomo Maggiore, Anonimo bolognese, San Giacomo, Madonna col Bambino, santo vescovo, Gelatina a sviluppo?/carta, CC BY-NC-ND
    • Anonimo, Marco Zoppo, Adorazione del Bambino tra S. Bernardino da Siena e S. Antonio Abate, Albumina/carta, CC BY-NC-ND
    • Anonimo, Simone dei Crocifissi, Incoronazione della Vergine, Albumina/carta, CC BY-NC-ND
    • Anonimo, Bologna, Chiesa di San Giacomo Maggiore, Giovanni di Ottonello (attr.), Madonna col Bambino in trono, Albumina/carta, CC BY-NC-ND
    • F. & O. Brockmanns Nachf. R. Tamme, Guercino, Venere accorre sul cadavere di Adone, Albumina/carta, CC BY-NC-ND
    • Anonimo, Bologna, Pinacoteca, Guido Reni, La strage degli innocenti, Albumina/carta, CC BY-NC-ND
    • Anonimo, Sei stampe fissate con colla su foglio di carta, disegni attribuibili a Simone Cantarini, Aristotipo/gelatina a sviluppo/carta, CC BY-NC-ND
    • Ed. Croci, Bologna, Palazzo fava, Ludovico Carracci, Medea ringiovanisce il padre di Giasone, Gelatina a sviluppo/carta, CC BY-NC-ND